Benvenuti a casa

A parte i casalinghi e le casalinghe o quei pochi che hanno da sempre lavorato senza andare in ufficio, in questi giorni di divieti agli spostamenti non necessari stiamo tutti scoprendo com’è davvero fatta casa nostra

Magari ci viviamo da una vita, ma per molti è la prima volta che ci trovano realmente costretti fra le sue quattro mura. Lì c’è la cucina, lì il bagno, di là la camera: questo quasi tutti l’avevano imparato e memorizzato anche prima del virus. 

L’aria che si respira dal balcone è viziata dalle 11:30 alle 12:15 dall’odore di sugo che bolle nella pentola della signora dell’appartamento di sotto. Questa è una scoperta nuova di questo periodo. Dalle 17 sale un odore di caffè, tutti i giorni eccetto il mercoledì, chissà perché.

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Al mattino il vicino mette la musica a tutto volume: di solito Battiato, ma a volte anche Renato Zero. Solo album dal vivo però, con tanto di applausi e fischi. Forse al vicino piace la folla, e cerca di riprodurla grazie ai dischi. 

La vicina di casa è sola, ma non è anziana: è solo sola. Non senti un filo di voce per tutto il giorno, ma ad una cert’ora telefona: lo senti perché alza la voce, come a volerla sfogare dopo una giornata intera di silenzio e solitudine. Ora che hai focalizzato quant’è sola ti verrebbe voglia di guardarla in faccia, chiederle cosa fa nella vita: intrattenere rapporti di buon vicinato insomma, ma non puoi perché è meglio non avere nessun contatto di questi tempi. 

Poi c’è la vista dal balconcino. Prima dell’isolamento non avevi mai fatto caso alla brezza che soffia al mattino e che è davvero piacevole. Prima non uscivi mai sul balconcino: ora, quei tre metri quadri ti sembrano oro e ti sembra davvero di essere un re a poter uscire su quel balconcino e ad avere quella vista. Certo, è più fortunato il tuo dirimpettaio che ha un parco al posto del giardino, ma anche tu non puoi lamentarti: c’è chi non ha la fortuna di sentire quel profumo di sugo prima di pranzo. 

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