Giuliana Bellini: uno sguardo sull’incisione di oggi

Segni incisi come fossili che resistono all’uomo 

Parassiti, scarafaggi e batteri: queste sono solo alcune delle forme di vita di cui l’artista tratta.
Questi, posti in relazione all’uomo, diventano quasi fossili attraverso il segno inciso. Forme biologiche che esistono prima e dopo l’uomo: da una parte simbolo del peso della storia, tra memoria e attualità, dall’altro esseri che resistono all’uomo.
Il mondo che Giuliana Bellini presenta nelle sue incisioni è anche un profondo grido d’allarme nei confronti del consumismo e della guerra, che indaga anche tematiche ambientali. Ecco che uno degli aspetti principali diventa anche il riuso di alcune materie o delle stesse lastre che vengono incise nuovamente a distanza di tempo.
Le sue incisioni non sono distanti dalla scultura e dall’istallazione, altra parte importante del suo lavoro artistico, in cui il segno cerca di recuperare una purezza originaria attraverso diverse forme di vita.

 

Forme di vita, 2014, calchi in garza su disegni e stampe calcografiche su carta di riso giapponese, 200 x 200 x 17 cm

«Per questo lavoro ho ricavato delle matrici da radiografie utilizzando delle lastre in polimero; il tema affrontato riguarda l’estinzione dell’umanità e la vita che si manifesta in altre forme».

 

Entropia, 2017, acquaforte, acquatinta, modelin past, 36 x 54

«Anche questo lavoro è realizzato utilizzando una vecchia lastra già incisa, ricoprendo la superficie con il model e lasciando libere solo le parti  in blu. Questo è un lavoro su un tema della fisica».

 

Parassiti sulla storia, 2015, Acquaforte, 50 x 32 cm

 

«Questo lavoro realizzato in occasione della distruzione da parte dei Talebani dei monumenti antichi, quindi uno scarafaggio su un testo sumero a simboleggiare la storia»

 

Quali sono le tecniche che predilige e quali gli interrogativi su cui lavora? 

«Nel mio percorso di ricerca, dal momento che insegno tecniche incisorie a persone adulte, mi sono trovata continuamente ad affrontare approfondimenti nella disciplina sia delle tecniche antiche che in quelle sperimentali integrando con serigrafia, uso della fotografia come espressione della grafica.
Io realizzo in prevalenza installazioni sul tema delle forme di vita, lavori ambientali sia all’aperto che in spazzi al chiuso, cerco di portare a una riflessione a problemi di inquinamento, spreco, e la possibilità di arrivare ad estinguerci a causa dello sfruttamento delle risorse della terra e conseguente inquinamento dell’acqua, terra, aria»

 

Quale pensa possa essere il contributo dell’incisione nell’arte contemporanea? 

«Penso che il contributo delle tecniche di incisione nell’arte contemporanea sia importante, specialmente se pensiamo ad una promiscuità dei linguaggi integrando l’incisione con la scultura, le installazioni. Ad esempio, con i monotipi si possono realizzare dipinti utilizzando il torchio calcografico per trasferire il lavoro pittorico su carta o altri materiali»

 

Due parole sull’autrice: 

Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Continua i suoi studi seguendo il corso estivo di Tecniche incisorie presso la Scuola di grafica internazionale di Borgholm in Svezia, continuando poi la formazione presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia. Nel 2003 segue il corso di Grafica Illustrata nei corsi estivi internazionali di Urbino, e nel 2006 si diploma al biennio di specialistica in Grafica presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Dal 1990 al 2008 ha insegnato Tecniche Incisorie presso i C.F.P. del Comune di Milano.