Bruce Nauman in mostra a Venezia

«… Credo che l’arte incominci con l’abilità di comunicare, non una marea di informazioni, ma un’esperienza…» (Bruce Nauman)

 

Rimangono ancora pochi mesi (fino al 27 novembre 2022) per visitare la mostra a Venezia che ripercorre un corpus di opere più e meno recenti di una delle personalità più significative dell’arte contemporanea: l’artista americano Bruce Nauman. L’esposizione a Punta della Dogana, curata da Carlos Basualdo e Caroline Bourgeois, prende il via dall’istallazione video Contrapposto Studies (2015-’16) che viene contestualizzato a fianco di una selezione di opere del passato. La mostra vuole concentrarsi su tre aspetti principali del lavoro dell’artista: «lo studio d’artista come spazio di creazione, l’uso del corpo nella performance e l’esplorazione del suono».
Il titolo della mostra Contrapposto studies nasce dall’acquisizione congiunta da parte della Pinault Collection e del Philadelphia Museum of Art del nucleo dei video Contrapposto Studies I-VII (2015-’16) e Walks In Walks Out (2015).

Il contrapposto, o chiasmo, è un elemento compositivo, nato in Grecia nel V secolo a.C. nella scultura, che diventa essenziale durante tutto il Rinascimento. Esso si crea quando la postura della figura umana è rappresentata in piedi con il peso che poggia su una gamba. Questa posizione crea una torsione dinamica che contrasta con la rigidità delle opere scultore arcaiche precedenti.
Nauman parte da questo concetto antico per dimostrare, attraverso diversi materiali soprattutto installazioni video, quanto i punti di riferimento umani quali tempo, spazio e linguaggio siano precari. L’artista vuole creare un senso di spaesamento e provocare il visitatore coinvolgendolo direttamente toccando temi universali come il corpo, l’identità, il ruolo del linguaggio. Tutti questi temi trovano uno spazio di indagine prediletto ovvero lo studio dell’artista stesso che diventa un «campo di sperimentazione» all’interno del quale egli sviluppa, con gli anni, il proprio linguaggio artistico attraverso azioni molto semplici.

«Voglio che la mia arte sia impetuosa e aggressiva, perché questo costringe la gente a prestare attenzione. (…) Fin da subito ho cercato di vedere se fosse possibile fare un’arte che suscitasse questo, che fosse semplicemente lì, improvvisamente. Come prendere un colpo in faccia con una mazza da baseball. O meglio, come essere colpito sulla nuca. Non si vede mai arrivare il colpo; ti butta a terra e basta (…) Il tipo di intensità che non fa capire se piacerà o no»

 

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Contrapposto Studies I-VII

L’opera nasce da un’istallazione video del 1968 Walk with Contrapposto in cui l’artista cammina con le mani intrecciate dietro la testa in uno stretto corridoio costruito nel suo studio di fronte o di spalle rispetto alla telecamera fissa e, di volta in volta, si sposta con una torsione delle anche molto marcata. L’opera riflette su un gesto basilare: imparare a camminare come strumento per iniziare a costruire se stessi.

Dopo quasi cinquant’anni Nauman riprende questo primo lavoro in Contrapposto Studies I-VII realizzato tra il 2015 e 2016 e che unisce suono e immagine. Il motivo della ripresa dell’artista di un’opera giovanile è la possibilità di presentarla oggi attraverso mezzi tecnologici più sviluppati per raggiungere risultati audio-video impossibili negli anni ’60. Anche qui l’artista appare nel suo studio con t-shirt e jeans mentre cammina in linea retta con le mani intrecciate dietro la testa mantenendo una pausa in contrapposto.

Questa installazione video presenta sette frammenti diversi accompagnati da una colonna sonora proveniente dalla manipolazione dell’immagine. Rispetto al lavoro precedente, in Contrapposto Studies I-VII si può vedere l’inversione del rapporto tra figura e sfondo: qui il corpo sembra rimanere sempre lo stesso mentre la parete sullo sfondo sale e scende in un movimento continuo. In entrambi emergono riferimenti alla scultura classica dati dalla monumentalità del corpo umano all’interno della scena. Diversamente dall’ideale di perfezione classica, qui Nauman presenta un corpo, il suo, invecchiato in cui l’equilibrio è precario, il busto più pesante. Il corpo è presentato in positivo e il negativo, simultaneamente di fronte, di lato e di schiena, in questo modo l’artista non vuole nascondersi alla telecamera in nessun modo, sottolineando il processo di trasformazione che il corpo subisce a causa del tempo.

 

Contrapposto Studies I-VII, 2015-’16

 

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Gesti e azioni in scena

Nella quinta di diciannove sale, sono esposte diverse performance video basate su movimenti semplici e prestabiliti in cui il corpo diventa materiale manipolabile attraverso gesti ripetitivi che interagiscono con lo spazio circostante. Rifacendosi anche alla danza contemporanea degli anni Sessanta o al teatro di Samuel Beckett, l’artista utilizza l’intera durata del nastro magnetico delle videocassette per le sue performance. Una di queste è Bouncing the corner no.2: Upside Down (1969) in cui lo spazio, all’interno del quale si svolge l’azione, è rovesciato sullo schermo dando un senso di spaesamento nell’osservatore.

Ne risulta un’inquadratura frontale dall’alto in cui il corpo dell’artista sembra bloccato al suolo dondolandosi avanti e indietro nell’angolo tra due muri. Il corpo sembra rinchiuso nello spazio del video tra urti e spinte dando un’idea inquietante della sua presenza e lasciando una sensazione di oppressione. I video di Nauman «girano sempre intorno all’idea di un individuo in una situazione insolita e di quello che può succedere.»

 

For Beginners (All the Combinations of thumb and fingers), 2010

 

For children

 Si tratta di un’opera realizzata nel 2010 che ha come corrispettivo grafico il lavoro For Children/For Beginners realizzato un anno prima. Quest’ultima è costituita da un dittico di disegni affiancata a due opere sonore che presentano un elenco di note e scarabocchiate a matita con giochi di parole e collegamenti scritti di getto legati all’apprendimento dei bambini in cui il segno grafico irregolare diventa quasi oggetto.

Salendo nella settima sala si trova il corrispettivo sonoro in cui l’artista indaga lo stesso tema. La voce di Nauman ripete instancabilmente le parole «For children» ispirandosi a Béla Bartók che compone tra il 1908 e il 1909 Per i bambini: un ciclo di brani per pianoforte basato su melodie e canti popolari ungheresi e slovacchi. Nauman riflette qui su i temi del gioco e dell’educazione in relazione ai processi di apprendimento.
Da questa sala è possibile uscire sui terrazzi che offrono un’ottima visuale sulla città che spazia da San Marco alla Giudecca.

 

Diagonal Sound Wall (Acoustic Wall), 1970

 

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Acoustic Wedge (mirrored)

Accanto a opere meno recenti, troviamo, tra le ultime sale, Acoustic Wedge (mirrored) realizzata nel 2020 per l’esposizione di Punta della Dogana. Partendo da opere degli anni Settanta, Nauman utilizza materiali fonoassorbenti posizionati con una forma di cuneo, in cui il visitatore è invitato ad entrare provando di conseguenza una sensazione di spaesamento, dovuta alla mancanza di riverbero acustico.
Anche questa è una riflessione sull’equilibrio e sul tentativo di ristabilirlo in uno specifico spazio.

Opera simile in mostra, realizzata nel 1970 è Diagonal Sound Wall (Acoustic Wall) che consiste in una «parete di materassi», sempre realizzata con materiali fonoassorbenti. Presentata per la prima volta alla galleria Fischer di Düsseldorf, assume qui la forma di un muro che taglia diagonalmente la stanza riducendo lo spazio percorribile e creando un doppio spaesamento nell’osservatore: spaziale e acustico: «una strana sensazione di pressione, una pressione sulle orecchie quando si entra in questo spazio, più stretto a un’estremità».

 

 

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